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elettroshock & depressione [18-03-2009 news da corriere.it] [messaggio #102565] mer, 18 marzo 2009 12:24 Messaggio successivo
l  è attualmente disconnesso l
Messaggi: 27
Registrato: gennaio 2011
Junior Member
Segnalo il seguente articolo dal Corriere.it:

http://www.corriere.it/salute/09_marzo_17/depressione_cervel lo_caricato_come_pila_4441371c-130c-11de-8994-00144f02aabc.s html

++
cit on
++

due elettrodi sulla fronte rilasciano corrente a bassa intensità

Depressione: curarla ricaricando
il cervello come una pila


Trattamento sperimentato in Italia: risultati preliminari incoraggianti
su pazienti "resistenti" ai farmaci

MILANO - Se il cervello fosse come una pila, la depressione potrebbe
essere vista come se il livello della "batteria" fosse basso. Perchè
allora non ricaricare un cervello gravemente depresso con la corrente,
innocua e indolore? È quello che hanno provato a fare i ricercatori del
Policlinico Ospedale Maggiore di Milano guidati da Alberto Priori, in
collaborazione con la Clinica Villa Santa Chiara di Verona, in uno
studio pubblicato oggi sul Journal of affective disorders.

L'ESPERIMENTO - Gli specialisti hanno applicato due elettrodi sulla
fronte dei pazienti, collegandoli a uno stimolatore elettrico gestito da
un computer. Il dispositivo, che rilascia una corrente elettrica
continua a bassa intensità, è stato testato su 14 pazienti (di cui 13
donne) gravemente depressi e sui quali i farmaci non avevano sortito
alcun effetto. "I pazienti - dicono i ricercatori - sono stati
sottoposti alla tecnica due volte al giorno per cinque giorni
consecutivi, riportando un marcato miglioramento già dopo cinque giorni,
che si manteneva per diverse settimane".

PROSPETTIVE - La tecnica potrebbe essere usata su coloro che soffrono
delle forme più gravi di depressione, circa il 30% dei 5 milioni di
italiani colpiti, e "seppure lo studio sia ancora preliminare e su un
piccolo numero di individui, i risultati indicherebbero una nuova
possibilità per il trattamento della depressione grave
farmaco-resistente". I ricercatori sono già al lavoro per estendere
questi primi risultati preliminari:

17 marzo 2009

++
cit off
++

Commento:



La questione è semplice da descrivere nella sua assurdità:

1. L'attività del cervello -ed in specie della memoria- è
elettro-chimica.
2. Una corrente elettrica che attraversi la scatola cranica perturba la
elettrochimica del cervello non in modo specifico, ma caotico, senza
un'azione specifica, quindi, né progettuale del passaggio da uno stato
iniziale ad uno stato finale, poiché -anche se la regolazione è fatta
tramite un computer- *non è noto*(ad oggi) dove la corrente si
propagherà e cosa troverà come ricordi, elaborazioni, status quo.
3. E' altresì notorio che "distruggere" la memoria totalmente o
parzialmente comporta che non siano più disponibili i ricordi che magari
-tra i tanti positivi e/o negativi- erano condizionanti a problemi non
risolti da una persona.
4. Non essendo più disponibili i "ricordi negativi" si possono eliminare
le dinamiche psicotiche, depressive, di desiderio di suicidio, in
generale le patologiche psicologiche o psichiche.
5. Si agisce -quindi- con l'elettroshock -> *non per curare* tramite la
rimozione di specifiche cause, quindi non con una impostazione medica,
di azione sulle patologie, ma tramite il tentativo di azzerare la
memoria di una persona con il rischio di azzerarne anche la personalità,
laddove si distruggessero tutti i ricordi e magari la facoltà delle
cellule cerebrali di pensare, *se e dove sono state totalmente
distrutte*.

Purtroppo anche nel cane di Pavlov si testavano i meccanismi psicologici
di vedere di nascosto l'effetto che fa, mentre si potrebbe disporre di
un progetto di sintesi -in specie- medica e non di un fare basato su
introdurre risultanze dipendenti da azioni caotiche.

Non è -con la moderna scienza- più il tempo del "piccolo chimico", né
dell'"apprendista stregone", poiché la scienza è quell'ambito non di un
fare inconsulto, ma basato su ciò che deve -per oggettività- risultare a
chiunque.

Le metodiche descritte nell'articolo del Corriere.it -qui sopra-
lasciamole a chi si nasconda sulla esperimentazione dei campi di
detenzione nazista.




more info:
http://www.psicoingegneria.it/ANIxD_(My%20Blog-News-Scienza-PSICHE)_pagina-21.htm

Saluti,

L
Re: elettroshock & depressione [18-03-2009 news da corriere.it] [messaggio #102571 è una risposta a message #102565] lun, 17 agosto 2009 20:12 Messaggio precedenteMessaggio successivo
marcom  è attualmente disconnesso marcom
Messaggi: 39
Registrato: ottobre 2007
Member
L ha scritto:
> Segnalo il seguente articolo dal Corriere.it:
>
> http://www.corriere.it/salute/09_marzo_17/depressione_cervel lo_caricato_come_pila_4441371c-130c-11de-8994-00144f02aabc.s html
>
> ++
> cit on
> ++
>
> due elettrodi sulla fronte rilasciano corrente a bassa intensità
>
> Depressione: curarla ricaricando
> il cervello come una pila
>

Quindi facevano bene a fare l'elettroshock a mia nonna negli anni
sessanta... :-(

--
[cut off the capital B to reply]
Re: elettroshock & depressione [18-03-2009 news da corriere.it] [messaggio #102572 è una risposta a message #102571] gio, 20 agosto 2009 15:01 Messaggio precedente
John  è attualmente disconnesso John
Messaggi: 187
Registrato: dicembre 2010
Senior Member
MarcoM schrieb:
>
> Quindi facevano bene a fare l'elettroshock a mia nonna negli anni
> sessanta... :-(
>

Due procedimenti assolutamente diversi tra loro sia come tecnica che
come effetti collaterali.

Qui si tratta di applicazioni 'due volte al giorno'.
Fatte con corrente continua a bassissimo voltaggio e amperaggio.

Prova a fare un elettroshock classico due volte al giorno.

Oltretutto, negli elettrochock classici era necessario un sedativo prima
dell'applicazione.

Non per niente in seguito fu sostituito da farmaci.
Argomento precedente:test
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